TAG: Libri e stati d'animo

lunedì 15 aprile 2013
Salve a tutti i miei lettori! Oggi ho deciso di giocare un pò stilando la lista dei libri che hanno saputo descrivere gli stati d'animo presi a campione in questo tag. Ovviamente sono come sempre mie modestissime opinioni, influenzate dalle sensazioni e emozioni che ho vissuto leggendo quelle pagine.

FELICITA':
L'ho letto parecchi anni fa ma ricordo di essermi divertita molto all'epoca. La leggerezza di Becky fa simpatia e ci si trova a seguire le sue avventure faticando a trattenere le risate che in determinati passaggi nascono davvero spontanee! ^^

TRISTEZZA:
Questo libro ha aperto la strada a tutte le mie letture sul nazismo e l'olocausto. Mi ha interessato (e sconvolto) a tal punto che mi è rimasto impresso negli anni. Non credo serva ricordare di cosa tratti...i fatti veri narrati da Primo Levi arrivano al lettore con una crudezza senza pari. Le parole e le descrizioni tagliano come rasoi e ci lasciano sanguinare senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Da leggere almeno una volta nella vita.

RABBIA:
Ci ho pensato molto sulla scelta che potesse ben rappresentare la lettura che mi ha suscitato rabbia e ho deciso di non selezionare l'ennesimo libro sull'olocausto che indubbiamente ne suscita a fiumi. Tess dei D'Uberville mi ha fatto provare rabbia, seppur in modo diverso, nei confronti di una società che non concede alla povera protagonista di migliorare, riparare al suo destino avverso. Mi sono ritrovata a "fare squadra" con Tess per cercare di difenderla dall'ipocrisia e dalle malelingue che non esitavano a farla cadere sempre più nel fango non riuscendo a vedere la bellezza della sua purissima e innocente persona. 

NOSTALGIA:
Questo libro mi ricorda le scuole elementari e il primissimo momento di dolce rapimento di fronte a un libro. Ricordo ancora la voce della maestra Loredana quando lo leggeva in classe e il silenzio regnava sovrano nella mia aula. Ci vorrebbero più maestri così o forse più bambini che ancora si sanno stupire e far ammaliare da una buona lettura.

PAURA:
Chi mi conosce lo sa. Pennywise ancora popola i miei incubi. Lo so, sono cresciuta e negli anni sono stati scritte horror stories ben più terrificanti se vogliamo di un clown che fa sparire i bambini. Ma Stephen King ha saputo terrorizzarmi in una maniera che ancora oggi non riesco a capire! Lenzuola stese svolazzanti all'aperto e palloncini fluttuanti sono per me immagini da pelle d'oca. Tutt'oggi. Grazie, Re delle Tenebre.

SORPRESA:
Murakami è stata la mia scoperta del 2013, non tanto per i possibili risvolti delle sue storie ma per il mondo che mi ha fatto conoscere. Ho finalmente scoperto qualcosa di nuovo, uno stile che all'inizio sembra lento ma poi volge all'introspezione del lettore, all'analisi della quotidianità e del valore delle piccole cose. Assieme al protagonista sono andata anch'io a cercare una parte di me stessa per le strade di Tokyo. Deliziosa scoperta.

DELUSIONE:
Mi sono approcciata a questo libro con tutte le mie più buone intenzioni spinta anche dalle migliaia di ottime recensioni che popolano il web. Probabilmente sarà stata la mia arrendevolezza a pregiudicare un libro da moltissimi giudicato un capolavoro ma io non sono riuscita a superare le prime 60-70 pagg. L'ho trovato lento, macchinoso, complesso...insomma, mi dovevo forzare a continuare con la lettura. Non escludo che mi piacerebbe riprenderlo, tanto è lo sconcerto di fronte a commenti che lo hanno elevato a masterpiece.

ANGOSCIA:
Eccoci di nuovo a scomodare Mr. King. L'angoscia che ho provato leggendo Misery è pari solo forse a quella che mi ha suscitato lo splendido Shining. Mi meraviglio ogni volta e mi chiedo come faccia Stephen King a creare questa sensazione di cappio al collo che sembra mi tolga il respiro mentre leggo i passi salienti. Se non si fosse capito, adoro King. ^-^

CONFUSIONE:
Parte integrante del programma del mio splendido corso universitario di Lingua e Letteratura Angloamericana mi ha dato un bel pò di filo da torcere. Per comprenderlo appieno avrei dovuto condividere con Ginsberg alcuni degli acidi che si è indubbiamente fatto per scrivere un lavoro percorso da simili tormenti. Fattostà che nel contesto del corso mi era pure piaciuto. Un grazie va al fantastico prof. Cagliero.

VERGOGNA:
Mai provata vergogna più grande. Leggere e sentire la sua voce quando descrive l'affetto dei suoi bambini che gli corrono incontro la sera, al suo ritorno dal lavoro. E sapere che quelle braccia non hanno risparmiato sevizie e punizioni a prigionieri della stessa età dei suoi piccoli. Non potrei mai trovare le parole adatte per descivere le emozioni che queste pagine hanno suscitato in me.

Veronica

2 commenti:

Clody ha detto...

Tess dei D'Uberville sono curiosa di leggerlo!
L'ombra del vento invece a me è piaciuto un sacco :-)

Veronica Milada ha detto...

A me Tess è piaciuto moltissimo! ^^

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